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I vicini rumorosi

I vicini rumorosi

In una casetta che sorgeva in mezzo ad altre casette perfettamente uguali, fra la chiesa e la stazione, abitava un uomo molto infelice. Era infelice perché viveva fra un meccanico di motociclette e una maestra di musica.
 Ogni mattino, l'uomo veniva svegliato da colpi di martello, strombazzamenti e rombi di motori che ingranavano, provenienti dal cortile del meccanico. Sembrava che la casa dovesse crollare da un momento all'altro per il fracasso.
 Poi il primo alunno della giornata arrivava alla casa della maestra di musica e allora giù uno stridere di violini uno strimpellare di pianoforti, uno spernacchiare di trombe o il lamento stonato di un flauto! Si aveva l'impressione che la musica avrebbe spaccato da un momento all'altro tutti i vetri della casa. L'uomo che viveva fra questi due vicini rumorosi le aveva provate tutte: tappi di cera per le orecchie, copriorecchie imbottiti, cacciare la testa sotto il cuscino, perfino chiudersi nell'armadio. Ma i motori ruggivano e la musica strideva fino a fargli scoppiare la testa.
 «Così non si può andare avanti», disse fra sé una mattina.
 Ma non riusciva nemmeno ad udire i propri pensieri e dovette quindi urlarlo forte: «Così non si può andare avanti!»
 Andò dal meccanico che abitava nella casa accanto e gli offrì un bel gruzzolo affinché vendesse la sua casa e se ne andasse.
 «Agli ordini comandante!», disse il meccanico che non aveva mai avuto fra le mani unte tanto denaro.
 «Me ne andrò domani!»
 Poi l'uomo andò dalla maestra di musica, e le offrì tutto il denaro che gli restava perché traslocasse.
 «Oh ma certo, naturalmente caro!» disse la maestra che non aveva mai visto tanti soldi in vita sua.
 «Me ne andrò domani stesso!»
 E così l'uomo della casa di mezzo se ne andò tutto felice a rinchiudersi nell'armadio, con un cuscino sulla testa e con i copriorecchi imbottiti per l'ultima volta.
 E si chiedeva come mai quella fantastica idea non gli fosse venuta in mente prima.
 Il mattino dopo andò perfino ad aiutare la maestra a fare le valigie.
 «Spero proprio che abbia trovato un altro bel posticino in cui abitare», disse mentre l'aiutava a trasportare il pianoforte giù per le scale.
 «Oh sì, grazie, sono stata davvero molto fortunata. Ho saputo che anche il meccanico che vive due porte più in là cercava un posto dove andare ad abitare e così io vado ad abitare nella sua casa... e lui verrà ad abitare nella mia!»