Favole
Dove può nascondersi un elefante?

Dove può nascondersi un elefante?

Un giorno Morris, l'elefante, stava giocando a nascondino con i suoi amici; ma a Morris non piaceva affatto giocare a nascondino, perché era sempre il primo ad essere scoperto.
 «T'ho visto, Morris!» gridava subito qualcuno.
 «Non è giusto...» si lamentava Morris «io sono troppo grosso, come faccio a nascondermi?»
 Proprio in quel momento arrivò trafelato un uccellino. «Presto, andate a nascondervi, i cacciatori stanno risalendo il fiume!»
 «Oh santo cielo» esclamò Morris «e io dove mi nascondo?!»
 «Non ti preoccupare» gli disse la tigre «sdraiati nell'erba alta e non ti vedranno. Guarda me.»
 La tigre si sdraiò nell'erba. Le sue strisce scure sembravano macchie d'ombra e l'animale era quasi completamente mimetizzato, ma quando ci provò anche l'elefante, spuntava quasi tutto fuori.
 «Sembro anch'io delle macchie d'ombra?» chiese Morris speranzoso.
 «No» risposero gli altri animali «sembri un elefante che spunta dall'erba!»
 «Oh, cosa posso fare?» si disperò Morris.
 A questo punto una scimmietta gli suggerì: «Perché non sali in cima a un albero? I cacciatori non penseranno mai di cercarti lassù. Vieni con me.» La scimmietta si arrampicò velocemente e sparì tra le foglie, ma quando Morris tentò di imitarla, l'albero si piegò quasi fino a terra e le foglie non lo nascosero proprio per niente!
 «No, non va neanche così» sospirò Morris «ma grazie lo stesso.»
 Allora parlò una tartaruga. «Senti, Morris, prova a startene fermo fermo e sembrerai un sasso! Guarda come faccio io.»
 La tartaruga ritirò la testa, gambe e coda e non si mosse più.
 «Fantastico!» esclamò Morris. «Sembri davvero un sasso!»
 «Naturalmente. Adesso provaci tu.»
 Morris fece del suo meglio per rannicchiarsi il più possibile, ma per quanto si sforzasse, sembrava sempre un elefante, sia pure rattrappito!
 «Santo cielo! I cacciatori stanno arrivando e io non so ancora dove nascondermi.» Ma ecco che saltò fuori uno struzzo.
 «Quante storie, è facile nascondersi. Basta ficcare la testa nella sabbia e nessuno ti troverà mai.»
 Morris ci provò subito. Fece un gran buco per terra e ci ficcò la testa, ma la ritirò fuori quasi immediatamente, tossendo e sputacchiando.
 «Neanche questa è una buona idea. Mi si riempie la bocca di sabbia e non riesco a respirare.»
 Certo che non è una buona idea, stupido struzzo!» commentarono gli altri animali. «Vi si vedeva tutti lo stesso!»
 Poi fu la volta di un babbuino. «Nasconditi nella mia caverna. È così buio, là dentro, che nessuno ti troverà.»
 Ma Morris non c'entrava tutto nella caverna, e il pezzo che rimaneva fuori aveva proprio l'aspetto della metà di dietro di un elefante!
 «Ma che cosa... che cosa posso fare?!» piagnucolò Morris. «I cacciatori sono vicini!»
 «Senti, Morris» gli disse allora un vecchio pappagallo «io ho un po' di penne che non uso più. Forse se te le appiccichi addosso potresti passare per un uccello!»
 Morris si rotolò subito nel fango e poi si buttò sul mucchio di penne.
 «Come sto? Sembro un uccello?»
 Gli altri animali si rotolarono per terra dal gran ridere. «Uh, uh, uh, altro che uccello, sembri un elefante con le penne, ecco cosa sembri! Oh, oh, oh!»
 Morris adesso era proprio disperato e cominciò a piangere.
 I suoi amici cercarono di consolarlo. «Su, su, vedrai che qualcosa troveremo.»
 Aiutarono l'elefante a ripulirsi e stettero con lui tutta la notte per cercare di trovare una soluzione, ma non la trovarono.
 All'alba ritornò l'uccellino.
 «I cacciatori stanno arrivando, perché siete ancora qui?»
 «Perché non riusciamo a trovare un nascondiglio adatto a Morris!» risposero gli animali.
 «Vieni con me» disse l'uccellino all'elefante «forse ho trovato.» E portò Morris al fiume.
 «Vai dove l'acqua è profonda e siediti» ordinò
 «Ma annegherò!» protestò Morris.
 «No, se terrai fuori la proboscide! E adesso sbrigati, stanno arrivando!»
 Morris corse zampettando in mezzo al fiume e si sedette. E proprio in tempo, perché un attimo dopo ecco i cacciatori arrivare nella loro canoa.
 Gli altri animali, dai loro nascondigli, osservavano l'imbarcazione avvicinarsi sempre di più al punto in cui la proboscide di Morris spuntava appena dall'acqua.
 L'uccellino spiccò il volo e andò a posarsi sul naso di Morris; questo solleticò l'elefante che fece un gran starnuto. «E...et..ciù!»
 I cacciatori smisero di remare e si volsero sorpresi verso l'uccellino, posato su quel che sembrava un tronco affiorare dall'acqua.
 «Hai sentito come ha starnutito quell'uccellino?!» disse uno dei due.
 «Perbacco, sembrava quasi un elefante!»
 I cacciatori si fecero una gran risata e si allontanarono, fino a scomparire dietro l'ansa del fiume.
 Che felicità scoppiò fra gli animali! E il più felice di tutti era Morris, perché aveva finalmente trovato un formidabile nascondiglio. Si dettero alla pazza gioia per tutto il giorno e quando crollarono esausti, Morris era ancora pieno di energie.
 «Dài, facciamo ancora un gioco!» incitava allegramente gli amici. «Che ne direste di giocare a nascondino? Eh?!»