Favole
Andiamo in campagna

Andiamo in campagna

- Che buffo uccello, guarda! Ha perso tutte le piume, è tutto nudo - dice Sofia.
 - Ma no, - risponde Luca, è appena nato, sicuramente è caduto dal nido.
 - pic, cip, pic...
 - Cosa vuoi dire, uccellino?
 - pic, cip, pic...
 - Avrà freddo. Portiamolo alla sua mamma. Ma dove sarà? Non si vedono nidi da queste parti. Forse è un uccellino raro, fuggito da qualche gabbietta. Cosa facciamo? Portiamolo a casa. Starà al caldo.
 - Dài portiamolo - replica Sofia entusiasta - gli daremo da mangiare!
 - Se credi. Da domani cercheremo la sua mamma.

 La campagna è immensa: quante cose da vedere e da ascoltare! Chissà se riusciranno a trovare il nido! Seguiamoli l'indomani...
 Eccoli alla fattoria nell'antica torre...
 Nell'antica torre vive l'upupa: la più bella fra le civette. I suoi occhi sono neri, il collare bianco, le piume maculate.
 - Il suo nome non rende certo tranquilli - dice Sofia con un po' di emozione.
 Una testolina da volpe, due grandi orecchie, ali che sembrano di gomma, un volo silenzioso: ecco il pipistrello che alloggia fra le antiche guglie.
 Fuori si è più tranquilli...
 Eccocci sull'aia. Tre colli tesi, tre becchi aperti: i merli appena nati reclutano la pappa!
 - Ciuk, ciuk, ciuk...
 Il richiamo di papà merlo.
 - Non scomodatevi, lazzaroncelli!
 - Lo sai - dice Luca - che la rondine passa la sua vita per aria, sia quando vola, sia quando sta appollaiata su di un ramo. Con le sue corte zampette può appena camminare.
 Fatto di fango e di paglia, tappezzato meticolosamente di piume e di peli, il suo nido, a forma di palla, è un capolavoro di architettura.
 Sembrano due soldatini in armatura scintillante: sono gli stornelli nella loro veste primaverile. Corrono veloci sul terreno, indugiano un momento, si fermano, riprendono la loro corsa.
 - Die, die, die.
 - Ascolta - dice Luca - la cinciallegra azzurra fa i suoi gorgheggi. Impartisce la prima lezione di canto ai suoi piccoli.
 - Tsue, Tsue, vuoi che ti picchi con questo bastoncello? - canta il signor Fringuello mentre la sua Signora abbellisce il nido con muschio, licheni e ragnatele.
 Il cardellino, con il suo bell'abito che sembra di carnevale, ama la fantasia: abbellisce il suo nido con un non ti scordar di me azzurro.
 Accanto al pioppo, in abito scuro, papà e mamma gazza imboccano la loro covata molto fieri di questo compito.
 - Un così bell'abito e un nido così squallido! Sembra un mucchietto di spine - annota Sofia.
 - Guarda invece quello della cinciallegra dalla lunga coda - dice Luca - è tutto diverso: è un nido morbido e sofice, tutto imbottito! Sai che si servono di più di tremila piume per costruirlo?
 La bellissima, piccola cinciallegra, si è data un bel daffare! Per fortuna i suoi piccoli sono giudiziosi.
 Le cose non vanno invece così nel nido della capinera chiacchierona.
 Guardate questi piccoli incoscienti come agitano senza sosta testa e collo. Ci vuol tutta la pazienza di una mamma per saziare la loro ingordigia.
 Il canto intonato del tordo domina il concerto degli uccelli. Accanto al suo nido, Luca ha scoperto un'incudine per lumache. Si tratta di un sasso su cui il tordo spezza a colpi di becco, le lumache che costituiscono il cibo della nidiata.
 Più crudele è la gazza ladra. Nella rugiada del mattino, con una maschera nera sugli occhi, mette le sue vittime sulle spine dei cespugli. In guardia, topolini!
 - poveri topo campagnoli - dice Sofia - gli si dà la caccia di giorno e non hanno pace la notte.
 Nelle cavità del vecchio salice, la civetta sorniona sonnecchia.
 Al crepuscolo, inizierà la sua caccia.
 Stai attento anche all'aquila cattiva che quest'estate saccheggerà il tuo piccolo nido.
 - Questi uccellacci rapaci - osserva Luca - come le civette, i falchi, i bozzagri sono utili alla campagna, perchè si nutrono di molti roditori dannosi.
 - Hup, hup, hup canta il gufo.
 - Finalmente - dice Sofia - un uccello divertente! Simile a un giocoliere lancia gli insetti per aria e li afferra con il becco.
 - Guarda: quattro piccoli ricci che trotterellano dietro la loro mamma! Che spettacolo!
 C'era una volta... quattro leprottini... appena nati, e già capaci di sbrogliarsela. Mamma lepre li lascia soli tutto il giorno. Di nascosto poi, la notte, va ad allattarli.
 - Ascolta - dice Luca - l'allodola lancia i suoi trilli festosi, vibrando nel cielo.
 Lo senti un cinguettio dolce e timido? È il pettirosso che canta per noi fino in autunno. Costruisce il suo nido in basso, in un buco fra i rami.
 ...ma, cosa sarà accaduto al piccolo uccello sperduto?
 - Già, ce ne eravamo quasi dimenticati tante sono le cose che abbiamo veduto nella campagna!
 Continuano le loro ricerche al margine del bosco e finalmente trovano la casa del loro uccellino e possono così restituirlo alla sua mamma.